Torniamo a parlare di un emendamento di legge che in questi giorni, come fa periodicamente, è tornato alla ribalta in rete e che ha preoccupato molto tutti noi dal tempo della proposta, e cioè quello del Senatore D'Alia, che prevede, oltre a sanzioni penali, l'oscuramento da parte dei provider italiani dei siti o blog che in qualche modo “apologia di reato” anche solo proponendo una disobbedienza civile a una legge dello Stato, imponendo quasi la soppressione del diritto civile di critica, il cui confine è molto sottile, e quindi in un certo grado può favorire anche il controllo sull'informazione ritenuta “scomoda”.
Esso venne presentato nel febbraio 2009, con il numero 50 bis, ma venne depennato, bocciato in toto.
Da allora però periodicamente se ne risente parlare, grazia a internet che è piena di leggende metropolitane e bufale allarmistiche su argomenti quantomeno preoccupanti. Anche a personaggi e siti molto autorevoli capita di imbattersi in questa notizia e darne eco.
Siamo qui per ribadire: quando vedete che è stato approvato, specie in Senato, l'emendamento 50 bis di D'Alia, oppure l'articolo 60, NON CREDETE ALLA NOTIZIA, perché esso è stato cancellato definitivamente nell'aprile 2009.